architettura sentimentale/installazione

Jesi  2009/biblioteca Planettina

 

 

«Ho chiamato Architettura sentimentale una serie di lavori che ho realizzato dal 2000. Sono lavori installativi, ma non solo che partono dal rapporto con il luogo e finiscono nella realizzazione di uno spazio ‘altro’ che è il risultato di ascolto umano, sociale, poetico del luogo stesso., disegni, racconti, grafia”: «Ho percorso il corso del fiume dalla sorgente alla foce più e più volte. Parte da una natura incontaminata e molto romantica con a pochi passi un convento meraviglioso che mi ha ricordato un favola antica con mostri e pace. Poi il fiume cambia, sembra scomparire e non c’è accesso visivo diretto. Il risultato del suo paesaggio è nella vita dei paesi, nei campi, s’intravede nei canali d’irrigazione poi passa nelle terre del vino che producono un paesaggio contraddittorio con da un lato le terre coltivate e dall’altro quelle castigate da agglomerati industriali aggressivi. Il percorso del fiume poi prosegue e respira di nuovo, a tratti, nell’oasi, nel percorso ciclabile di Moie, nel parco del Cormorano fino all’Api [.]. Ho pensato di lavorare sul luogo in senso ampio: luogo come memoria, sentimento, appartenenza sociale e di fare un progetto che coinvolgesse il paesaggio in senso umano, estetico. L’idea è quella di individuare una zona e raccogliere tramite interviste con la stessa domanda il vissuto affettivo e mnemonico rispetto al fiume, fotografare, assorbire il complesso di un paesaggio.  Attraverso queste risposte vorrei creare – o farmi creare – un testo poetico e una visione del luogo in relazione con chi vive lì, con chi ricorda lì e con la testimonianza dello stesso paesaggio. Con questo materiale voglio intervenire sul paesaggio tramite un’istallazione all’aperto, che trasformi il paesaggio stesso, la sua memoria e storia, in un sentimentali