Antropologia della fragilità
2020

Antropologia della Fragilità – l’impronta del sentire di Silvia Fiorentino

Nella vasta produzione dell’artista Silvia Fiorentino, che va dall’amore per la ceramica a quello della pittura e del disegno, in Antropologia della Fragilità ci fa scoprire, nei tre percorsi in cui è articolata la mostra, come ogni forma d’arte non conosca confini. Le opere si svelano sulla superficie che le ospita, occupano lo spazio e si fanno racconto intenso, sinuoso, che nasconde e rivela. La complessa ricerca della Fiorentino, in una continua successione di meditazione ed esecuzione, illusione e realtà, presenza e assenza, rimanda a una sfaccettata dimensione di donna e artista contemporanea. L’incipit della mostra, come l’artista dice, sono due tele dedicate ai paesaggi, vissuti con esplicito senso di appartenenza, come luoghi della memoria e risolti con vibrante emozione. L’Universo Femminile è il primo percorso nel quale ci conduce: le donne, rappresentate con segno espressivo, evocano un sapore lirico e al tempo stesso inquietante. Sculture risolte con una sensibilità ancestrale dialogano con figure che prendono vita su grandi carte dipinte a olio; donne assorte e fragili, difese dalla confortante presenza di un animaletto che contribuisce a dar loro una simbolica e intimistica connotazione. L’artista si apre alla Poesia nel secondo percorso, dove va a indagare il rapporto della poiesis nell’arte; le ceramiche si fanno impronte di un vissuto antico e recente insieme, forme dense di una memoria arcaica, fragili nella loro preziosità. Così il linguaggio diventa muto, segreto, ma solo in apparenza, perché le opere trasmettono a chi le osserva la poesia e l’amore di chi le ha create. Scarti Umani, legato al tema della diversità, è il terzo percorso in cui Silvia Fiorentino ci conduce; figure disegnate su carta si fanno portatrici dei disagi di un’umanità al margine; utilizza un segno forte, usa la matita e si avvale del colore per sottolineare una realtà drammatica e dolorosa. Nell’osservare la ricerca dell’artista bisogna tener conto di questi tre diversi percorsi su cui scorre la sua sensibilità e che confermano non solo la sua vivacità operosa, ma la necessità di trovare nuove e diverse espressioni, per coltivare i suoi dialoghi animati, intesi a conoscerne le risorse più segrete, patrimonio esclusivo del suo vissuto storico e personale. Il riferimento al tema dell’antropologia è ricorrente nel modus operandi di Silvia Fiorentino, è l’espressione della sua ricerca, vissuta come conquista di sé. E’ comprensibile che la mostra sia la sintesi di un proseguo assoluto dove interviene la cultura antropologica dell’artista, carica di contenuti e tematiche complesse; opere che propagano l’impronta del suo sentire, condizione universale nella quale riconoscersi.

Simona Zava